Tunisia – ondata polemiche in tv e sui social media sui gay

Tunisia – ondata polemiche in TV e sui social media sui gay

Dopo affermazioni noto attore, ‘omosessualità è malattia
24 APRILE, 15:22

Condannare una Persona, un Uomo che Ama,
equivale a condannare se stessi.

(ANSAmed) – TUNISI, 24 APR – Nuovo dibattito e relativa ondata di polemiche in televisione e sui social media in Tunisia sul tema dell’omosessualità. Tutto è scaturito dalle dichiarazioni su una TV privata del noto attore locale Ahmed Landolsi (Ahmed Landolsi: Je suis contre l’homosexualité  أحمد الأندلسي : أنا ضد المثلية الجنسية ),  che ha qualificato
l’omosessualità al tempo stesso malattia e peccato.

De Kairouan à Tunis, Sarah est allée à la rencontre de ceux qui sont aujourd’hui les parias du pays : les homosexuels subissent en ce moment en Tunisie humiliations,
agressions et poursuites judiciaires.
L’article 230 du code pénal, qui date de l’époque coloniale, rend toujours passible de trois ans d’emprisonnement les personnes « pratiquant la sodomie et le lesbianisme » et les responsables d’Ennahda, le parti islamiste membre de du gouvernement s’attache à faire désormais respecter cet loi ! Une association, Shams tente de leur venir en aide. Elle est désormais menacée de dissolution par les autorités

Ne sono seguite reazioni contrapposte sui social e in un paio di trasmissioni su altri canali TV,

di cui almeno una con Ahmed Ben Amor, il giovanissimo volto pubblico dell’associazione tunisina che si batte per la difesa dei diritti LgbtShams” e per l’abolizione dell’art. 230 del codice penale che prevede come reato l’omosessualità.

*Terra! – Unioni incivili
La dura realtà dei ragazzi omosessuali in Tunisia.
Un reportage vidéo réalisé sur l’affaire des six étudiants condamnés
pour homosexualité en Tunisie
L’intervention du Vice-Président de Shams Ahmed Ben Amor
dans l’émission Ahla W Sahla du 10-01-2016 sur Elhiwar Ettounsi.


Poi sono apparse alcune foto di cartelli “Vietato l’accesso agli omosessuali” apposti a tre esercizi commerciali di Tunisi e su un taxi di Kairouan. Infine è nata una pagina anonima su Facebook intitolata “Cose che ti portano in galera”, una specie di summa di curiosità e orrori, che è diventata in questi giorni una sorta di organo di attivismo on-line omofobico.
Le foto degli esercizi che “vietano l’ingresso” ai gay sono state oltretutto rilanciate da Shams, dai profili di alcuni attivisti gay e da un articolo di Huffington Post-Magreb costringendo di fatto, uno dei gestori che aveva affisso uno dei cartelli incriminati a rimuoverlo, dopo le proteste.
E ancora: sono apparse in rete foto di fogli manoscritti con frasi anti-gay accanto a berretti, accessori e stemmi di poliziotti e militari. Con frasi “Il governo ci lasci fare e ci pensiamo noi” e frasi del genere.
L’episodio più eclatante è stata però la cancellazione all’ultimo minuto della preannunciata intervista su un’altra TV tunisina a un giovane gay che avrebbe raccontato i problemi della sua condizione
.
La TV l’ha cancellata perché in seguito alla diffusione del trailer aveva ricevuto troppi messaggi di protesta, forse anche di minaccia. Qualcuno ha temuto forse che si potesse ripetere la vicenda dell’autunno 2011 quando contro la trasmissione del film Persepolis (nel cartone animato a un certo punto appare Dio, che parla bonariamente con la protagonista) si era scatenato un movimento di protesta di piazza accompagnato anche da un’azione della magistratura.

Proprio in difesa dei diritti della comunità Lgbt in Tunisia è nato recentemente a Milano il collettivo ‘Ponte Arcobaleno, che a breve annuncerà le sue iniziative. Ci siamo costituiti come Ponte Arcobaleno, (spiegano i creatori del gruppo all’ANSA), per partecipare dall’Italia alla difesa dei diritti umani Lgbt in Tunisia.
Di fronte a questa campagna di omofobia potenzialmente violenta chiediamo a ciascuno di fare la sua parte.
Lo chiediamo innanzitutto alle istituzioni tunisine e al Quartetto della società civile che ha vinto il Nobel per la Pace 2015, alle associazioni delle donne e per le libertà civili
“.

*Personalmente dopo queste vicende sconcertanti, non posso che rimanere bloccato fronte lo schermo.
Possibile che nel corrente anno 2016 accadano ancora queste atrocità?
E tutto questo perchè non viene concesso a due persone di potersi AMARE!
Va contro ogni logica sul rispetto e i diritti dell’Uomo che deve essere tutelato e rispettato! Eterosessuali e/o Omosessuali: l’Amore non ha un colore politico ne religioso.
Andrò in Tunisia pur avendo letto queste nefandezze che i politici dello Stato Tunisino autorizzano.
Concludo con sempre:
NO OMOFOBIA!
NO VIOLENZE,
SOPRUSI,
RESTRIZIONE DELLA VITA OBBLIGATA IN CARCERE
CON L’UNICA COLTA DI ESSERE GAY O LESBICHE!
CON L’UNICA COLTA DI VOLER AMARE!





Fonte: ANSAmed.info

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